Sono arrivati ieri sera i quattro bambini palestinesi bisognosi di cure e accolti dal sistema sanitario del Veneto
Sono atterrati ieri sera intorno alle 23.30 all’ospedale militare di Villafranca -Verona i quattro bambini palestinesi, tutti tra due e otto anni, feriti e bisognosi di cure mediche avanzate e multidisciplinari, presi in carico dal sistema sanitario del Veneto per essere assistiti.
Ad accoglierli hanno trovato quattro ambulanze del 118, con personale medico coordinato dai direttori del Suem (Servizio di urgenza e emergenza medica) di Verona, Adriano Valerio, e di Padova, Andrea Paoli.
Due dei piccoli pazienti, un bambino di 5 anni con un’importante immunodeficienza e in stato di forte denutrizione e un bambino di 14 mesi affetto da una grave patologia agli organi interni, sono arrivati all’Ospedale Borgo Trento di Verona. I due bambini si trovano rispettivamente nei reparti di oncoematologia pediatrica e di chirurgia pediatrica.
Per il primo bimbo i medici avranno bisogno di una decina di giorni per la diagnosi definitiva. Il secondo invece, arrivato in discrete condizioni generali, è già stato sottoposto alle prime valutazioni.Â
L’Azienda Ospedale-Università di Padova si sta invece occupando degli altri due. Il primo è un bambino di 8 anni con lesioni oculari, mentre l’altro bambino ha due anni e riporta ustioni e traumi al volto.
I due piccoli, che non sono in pericolo di vita, sono però interessati da gravi ustioni e serie lesioni agli occhi. Entrambi resteranno ricoverati in pediatria così da consentire ai medici di poter predisporre un piano terapeutico adeguato, con la collaborazione di chirurghi plastici e oculisti. Ognuno di questi bambini sarà seguito in un percorso clinico personalizzato, che comprende anche l’assistenza psicologica.
“Con questi ingressi, sale ad otto il numero di bambini feriti a Gaza curati in Veneto nel corso dell’ultimo anno”, afferma in una nota il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commentando l’arrivo dei quattro minori nelle strutture sanitarie venete grazie al coordinamento della Cross (Centrale remota operazioni soccorso sanitario), in collaborazione con il Suem 118 del Veneto.
“Nel 2025 il Veneto si conferma tra le regioni italiane più attive nell’accoglienza e nella cura dei bambini provenienti da teatri di guerra, in particolare dall’Ucraina e dalla Striscia di Gaza. La Regione del Veneto – ribadisce Zaia –  non chiude mai le porte in faccia a nessuno: non fa distinzioni di censo, credo religioso, colore della pelle. Questi piccoli pazienti non sono i primi, dall’inizio della guerra in Ucraina, il Veneto ha fornito assistenza sanitaria a 1.076 minori ucraini, e non saranno neppure gli ultimi”.
“Voglio esprimere a nome di tutti i veneti un ringraziamento alle aziende sanitarie coinvolte e a tutti i professionisti impegnati nell’assistenza e orgogliosi di dare un futuro dignitoso e di speranza a questi piccoli pazienti, vittime di guerre crudeli, che colpiscono civili, spesso minori”, conclude Zaia.


