A4 in possibile gestione alle Cav dal 2027, Lorenzoni accusa: “Un modo dell’amministrazione regionale per coprire il buco creato dalla Pedemontana Veneta”
L’annuncio è di ieri: l’incontro tra la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti, e il Ministro delle Infratrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini è stata proficua, con il primo ok da parte di quest’ultimo al passaggio della gestione dell’autostrada A4 alle Cav – Concessioni Autostradali Venete a partire dal primo gennaio 2027.
L’autostrada che collega Brescia a Padova è attualmente in gestione della A4 Holding, ma la concessione è in scadenza per la fine del 2026. Con questo passaggio nelle mani del Veneto, Cav diverrebbe così holding autostradale non più solamente del Passante di Mestre (Venezia-Padova), ma dell’intera A4 fino a Brescia.

Lorenzoni: “Canto del cigno di un’amministrazione che ha impoverito il Veneto”
Soddisfatta dunque la videpresidente del Veneto, Elisa De Berti, ma dall’opposizione arriva l’attacco del portavoce Arturo Lorenzoni.
“Ieri, il vicepresidente della Regione, Elisa De Berti, annunciando il passaggio della concessione dell’autostrada A4 a CAV, e dunque alla Regione, ha sostenuto che gli utili della A4 saranno investiti nel territorio. Ma pensa che i veneti siano tutti incapaci di intendere? – ha accusato Lorenzoni –. Il passaggio a CAV della A4 è l’estrema ratio per mascherare la voragine creata con la finanzia di progetto disastrosa messa in atto nel 2017 dal presidente Zaia“.

“Oggi, A4 Holding è un gruppo al 90% privato che genera reddito e agli enti pubblici spetta il controllo che parte importante di quel reddito venga reinvestito in opere infrastrutturali dalla società – ha continuano il portavoce dell’opposizione veneta –. Domani, tutto il valore creato dall’infrastruttura più remunerativa della Regione sarà indirizzato a coprire il buco creato con la Pedemontana Veneta“.
“Zaia si toglie un pensiero – ha dichiarato Lorenzoni – ma i veneti sono privati di una fonte di reddito e della facoltà di controllo sulla gestione dell’infrastruttura, divenendo coincidenti controllore e controllato. Non è mischiando chi crea e chi distrugge valore che si superano i problemi. No, non è una bella soluzione, è il canto del cigno di un’amministrazione che ha impoverito il Veneto“.



