La panchina, di colore arancione, è stata dipinta dai bambini del Grest di Santa Lucia di Piave: inaugurata a settembre in occasione del World Alzheimer’s Month
È comparsa una panchina arancione al parco della Casa Sorggiorno Divina Provvidenza di Santa Lucia di Piave. Non è una panchina qualunque, ma un simbolo di sensibilità, attenzione e vicinanza a un tema importante, che ogni giorno coinvolge tantissime persone e famiglie: quella panchina speciale è la “Panchina della Speranza”, dedicata alla sensibilizzazione sulla demenza.
È stata inaugurata ieri pomeriggio, alla presenza del sindaco di Santa Lucia di Piave Fiorenzo Fantinel, dipinta di arancione dai bambini del Grest delle scuole elementari sotto la gestione dalla cooperativa La Bussola: è a tutti gli effetti il punto finale di un percorso educativo e di sensibilizzazione iniziato a marzo e rivolto a giovani e adulti. Durato 13 incontri, il progetto è stato reso possibile dalla collaborazione con i Comuni di Mareno di Piave e Vazzola e dall’associazione Sente-Mente che da anni è impegnata a formare i familiari di persone affette da demenza fornendo loro competenze specifiche di supporto e cura.
E la scelta di inaugurare la panchina proprio a settembre non è casuale: settembre è infatti il World Alzheimer’s Month, il mese mondiale dedicato alla sensibilizzazione sull’Alzheimer e sulle altre forme di demenza.
“La “Panchina arancione” non è solo un segno visibile all’interno del nostro territorio, ma un vero e proprio messaggio concreto di speranza, vicinanza e consapevolezza – ha spiegato Giada Pavan, assessore comunale con deleghe a Benessere, Famiglia, Pubblica Istruzione ed Educazione – Inoltre, il fatto che siano stati i bambini del Grest a dipingerla ci ricorda quanto sia importante educare le nuove generazioni alla solidarietà e al rispetto, creando comunità più sensibili e inclusive”.
“Ringrazio quindi la cooperativa La Bussola, l’associazione Sente-Mente e tutti i Comuni che hanno collaborato a questo percorso prezioso – ha concluso Pavan –, perché insieme possiamo e dobbiamo contribuire a rompere i tabù che ancora circondano la demenza e a sostenere chi ne è colpito“.



