L’assessore regionale al Turismo e all’Agricoltura del Veneto Federico Caner è intervenuto alla cerimonia per gli ottant’anni di Confagricoltura Belluno
“Celebrare oggi gli 80 anni di Confagricoltura Belluno significa rendere omaggio non solo a una storia associativa, ma al cuore pulsante della nostra montagna: i suoi agricoltori, le loro famiglie, le aziende che ogni giorno coniugano tradizione, innovazione e custodia del territorio”, ha commentato Caner.
“Belluno – ha sottolineato Caner – è un territorio naturalmente vocato alla zootecnia, con prati e pascoli che non solo producono latte e carne di qualità, ma presidiano i pendii più alti e preservano la bellezza del paesaggio”.
La provincia di Belluno conta infatti il 10% delle stalle venete ma solo il 5% dei capi da latte: un dato che racconta la forza delle piccole aziende, indispensabili per la cura del territorio. Accanto a queste realtà operano 84 caseifici, 60 operatori Ppl, 51 prodotti agroalimentari tradizionali e 175 malghe.
“La Regione Veneto ha messo in campo risorse significative per l’agricoltura montana – ha aggiunto l’assessore -, di cui Belluno rappresenta la parte più rilevante, grazie ai fondi Csr 2023-2027 per lo sviluppo rurale”.
L’assessore Caner ha poi annunciato che sono già pronti ulteriori bandi del Csr: 23 milioni di euro sono previsti per investimenti aziendali di cui 4,75 milioni riservati alla montagna; 4,3 milioni per la promozione dei prodotti Dop, Igp e di montagna; 14 milioni per l’insediamento di giovani agricoltori (3,5 milioni riservati alla montagna), con ulteriori 22 milioni per i loro investimenti.
Inoltre, 33 milioni andranno agli investimenti agroindustriali di cui 450mila euro dedicati alle Pmi casearie di montagna. Due i bandi specifici per le malghe che caseificano: 1 milione di euro per le malghe pubbliche (contributo fino al 90%) per il miglioramento igienico-sanitario ed efficientamento energetico; 900mila euro per le malghe private con contributo fino al 90% per attrezzature e strutture innovative.
“Belluno è terra di eccellenze riconosciute e amate – ha proseguito Caner –: il fagiolo di Lamon Igp che nel 2026 festeggerà i 30 anni dal riconoscimento europeo; il miele delle Dolomiti bellunesi Dop che celebra 15 anni dalla registrazione; il formaggio Piave Dop anch’esso a 15 anni dal riconoscimento europeo. A queste si aggiungono i presìdi Slow Food – Agnello dell’Alpago, Fagiolo Gialét, Antico Orzo delle Valli Bellunesi, formaggi di malga dell’Agordino – e una viticoltura in rinascita, con varietà resistenti coltivate anche oltre i 700 metri di altitudine”.
Il valore delle produzioni agricole cresce ulteriormente se integrato con il turismo. “Il nuovo Programma Regionale per il Turismo 2025-2027 – ha ricordato l’assessore – e il Piano Turistico Annuale 2025 puntano a un’identità unitaria e riconoscibile del Veneto. Il marchio ‘Veneto – The Land of Venice’ diventerà la cornice dentro cui inserire i marchi derivati della filiera agroalimentare. Per Belluno questo significa poter sviluppare percorsi esperienziali integrati: malghe, agriturismi, cantine, fattorie didattiche, itinerari escursionistici e cicloturistici legati ai sapori e alle storie del territorio”.
“Confagricoltura Belluno – ha concluso Caner – in questi 80 anni ha rappresentato un presidio fondamentale per le aziende e per la comunità. La Regione continuerà a essere al vostro fianco, perché agricoltura e turismo insieme sono la chiave per uno sviluppo sostenibile, competitivo e profondamente legato all’identità del nostro Veneto”.



