Veneto, l’assessore alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin: “Il “Budget di Salute” è uno strumento flessibile e innovativo per integrare servizi sociali e sanitari. Dall’anno prossimo 2 milioni all’anno da un fondo specifico”
Con una delibera proposta dall’assessore alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, la Giunta regionale del Veneto ha approvato le linee guida per l’implementazione del Budget di Salute nei Dipartimenti di Salute Mentale. Tale approvazione recepisce l’intesa raggiunta a livello nazionale in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni.
“Per dare una risposta efficace alla complessità dei problemi connessi alla tutela della salute mentale – fa notare Lanzarin – è fondamentale creare le condizioni strutturali per una integrazione, quanto più articolata possibile delle politiche e delle risorse del sistema sanitario con quelle del sistema sociosanitario e sociale. Per questo, mettiamo al centro dell’intervento la capacità di un territorio di fornire risposte che integrino i bisogni di cure con quelli lavorativi e residenziali, sperimentando percorsi integrati di inclusione sociale per quelle categorie di pazienti (con disturbi psichici gravi) che sono di fatto più discriminate dal mercato del lavoro, da quello immobiliare e dai contesti socioculturali”.
Il “Budget di salute” rappresenta uno strumento innovativo e flessibile, volto a garantire una piena integrazione tra servizi sociali e sanitari, rispondendo in modo adeguato ai bisogni delle persone. Questo è particolarmente importante nel campo della salute mentale, dove l’inclusione, la partecipazione e l’integrazione sociale sono elementi fondamentali dell’intervento terapeutico e riabilitativo. L’obiettivo principale del Budget di salute è promuovere l’integrazione delle persone all’interno del territorio e nella vita attiva, utilizzando al meglio le risorse disponibili, sia formali che informali. Questo strumento è concepito per contrastare e prevenire la cronicizzazione, l’isolamento e lo stigma associato ai disturbi mentali, creando un collegamento tra il sistema di cura e la comunità per un uso appropriato e integrato delle risorse.
Nato come strumento sociosanitario integrato a sostegno del “Progetto Terapeutico Riabilitativo Individualizzato” (PTRI) per persone con disturbi mentali gravi, il Budget di Salute si basa su risorse individuali, familiari, sociali e sanitarie, mirate a migliorare la salute nell’ottica del recupero personale. Permette di armonizzare il percorso di cura con il progetto di vita dell’individuo, coinvolgendo e ottenendo la sottoscrizione di tutti i soggetti interessati al progetto.
“Le linee regionali – sottolinea Lanzarin – sono state definite da uno specifico Gruppo di Lavoro, con ambiti d’intervento come il sostegno alla domiciliarità per affiancare la persona nella gestione dell’abitazione, il sostegno dell’orientamento della formazione e dell’inserimento lavorativo, interventi a sostegno dell’integrazione e dell’inclusione sociale. Per farlo – ha aggiunto – servono anche investimenti, per cui abbiamo deciso di attivare una linea di spesa specifica dotata di 2 milioni di euro l’anno, a partire dal vicino 2025. Saranno poi le Ullss a definire una propria procedura operativa entro i primi sei mesi da questa deliberazione”.
Il Budget di Salute è uno strumento rivolto alle persone prese in carico dai Dipartimenti di Salute Mentale, con disturbi mentali e bisogni sanitari e sociali complessi, che presentano rischi di emarginazione e cronicizzazione. Attivato attraverso un processo di co-progettazione tra il paziente, i servizi pubblici, la rete di supporto e il terzo settore, il Budget punta a integrare al massimo i servizi sanitari e sociali. Gli obiettivi includono il potenziamento degli interventi domiciliari e il sostegno all’inclusione e mantenimento del paziente nel proprio ambiente di vita.



