Luca Zaia in merito all’abolizione del numero chiuso a medicina: “Non è un test al principio degli studi che può individuare i grandi medici”
“Accolgo con grande soddisfazione il profilarsi di questo cambiamento di passo nel reclutamento degli studenti che saranno i futuri medici. Sono anni che le difficoltà di reperimento di medici e la diminuzione dei giovani che vogliono intraprendere questa professione, rende indispensabile non ostacolare l’iscrizione all’università degli aspiranti camici bianchi. Da anni mi batto per l’abolizione del numero chiuso; se, come sembra, ci sono ormai le condizioni perché sia una realtà dall’anno accademico 2025-2026, inizieremo, finalmente, a porre rimedio alle conseguenze delle errate programmazioni calate dall’alto in passato”.
Con queste parole, il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha commentato il via libera del Senato al disegno di legge che rivede le modalità di accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria e medicina veterinaria. La riforma consentirà agli aspiranti medici l’accesso all’università senza dover sostenere il test d’ingresso.
“Lo ho ripetuto più volte: non è un assurdo sbarramento all’accesso ai corsi che seleziona il bravo professionista – ha aggiunto Luca Zaia – Non è un test al principio degli studi che può individuare i grandi medici e chirurghi; questi si rivelano durante l’iter degli studi e con l’esperienza sul campo quando si confrontano in sala operatoria o in corsia. Oggi, a livello nazionale, c’è una carenza di circa 50mila medici, dei quali 3500 solo nel Veneto. In una simile situazione c’è da chiedersi quanti potenziali validi professionisti non hanno avuto la possibilità di dimostrarsi tali nei nostri ospedali a causa dell’esclusione con il numero chiuso all’indomani delle scuole superiori. Quella di oggi è una buona notizia per la nostra sanità”.



