Andrea Martella, senatore e segretario del PD del Veneto, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Governo per sollecitare chiarimenti sui gravi ritardi nella costituzione e nella piena operatività dell’Autorità per la Laguna di Venezia
“Questa situazione,- sottolinea Martella,- rischia di avere pesanti ricadute sull’ambiente, sulla funzionalità del Mose e sul futuro occupazionale di circa 200 lavoratori di Thetis, Comar e Consorzio Venezia Nuova“.
Nella sua interrogazione, Andrea Martella sottolinea come il blocco dell’operatività dell’Autorità per la Laguna di Venezia metta a rischio la gestione coordinata di un territorio di fondamentale importanza. Tale situazione ha conseguenze significative sia sul piano ambientale, compromettendo interventi cruciali come il disinquinamento, il contrasto al cambiamento climatico e il ripristino morfologico della laguna, sia sul piano infrastrutturale, con particolare riferimento alla piena funzionalità del progetto Mose.
“I ritardi nel collaudo del Mose, ora previsto non prima di giugno 2025, si sommano ai problemi gestionali legati alla mancata operatività dell’Autorità, con il rischio di compromettere l’efficienza di una infrastruttura cruciale per la salvaguardia del territorio e delle attività economiche“.
Andrea Martella invita il Governo a fornire spiegazioni sulle ragioni dei ritardi accumulati nella creazione dell’Autorità e a chiarire eventuali responsabilità in proposito. Chiede inoltre di specificare se siano stati definiti tempi e scadenze precise per portare a termine le procedure amministrative necessarie e assicurare l’effettiva operatività dell’Autorità. Infine, il senatore sollecita il Governo a illustrare quali provvedimenti urgenti intenda adottare per risolvere questa impasse, garantire l’efficienza del sistema Mose e salvaguardare i posti di lavoro nelle società coinvolte.
“La Laguna di Venezia rappresenta un patrimonio unico, ma i ritardi e le inefficienze stanno mettendo a rischio la sua tutela. È fondamentale che il Governo agisca con urgenza. Il Partito Democratico continuerà a incalzare l’esecutivo su questa vicenda“, conclude Martella.


