In Veneto Forza Italia sostiene il diritto alla cittadinanza al completamento del percorso scolastico di dieci anni. Villanova attacca: “Chiaro avvicinamento di Forza Italia al Partito Democratico, cortocircuito incomprensibile ai cittadini”
“La risoluzione in Consiglio Regionale sullo ius scholae è un deciso passo di avvicinamento di Forza Italia verso il Partito Democratico. Un passo in avanti che ci costringerà a riflettere a fondo su quale sia il percorso, attuale e futuro, in Regione, di Forza Italia. E quali possano essere i compagni di viaggio degli azzurri”. Commenta con queste parole il consigliere regionale Alberto Villanova commenta le ultime scelte del gruppo regionale di Forza Italia.

“Sul tema cittadinanza è doveroso però usare grande serenità: non è un caso, del resto, che questa questione sia oggi estranea al programma di Governo – prosegue l’esponente della lista Zaia Presidente –. Sarebbe poi un’offesa nei confronti dei nostri concittadini se pensassimo di concedere nuove forme di cittadinanza invece di risolvere un problema storico di questo Paese: ovvero quello di rispedire a casa gli stranieri che delinquono. Senza dimenticare che l’Italia è già oggi uno dei Paesi che concede più cittadinanze”.
“Giusto nei giorni scorsi, alla Camera, il drappello di parlamentari di FI ha votato contro gli emendamenti dell’opposizione a favore dello ius scholae – continua Villanova –. Un messaggio chiaro: un tema così delicato può anche essere affrontato, ma prima deve essere fatto con chi è all’interno della stessa casa, e non fuori. Qui, a Ferro-Fini, si va in senso contrario, con Forza Italia e PD che si lanciano messaggi e rose rosse, neanche fosse il 14 febbraio. Un cortocircuito Roma-Venezia assolutamente incomprensibile per i cittadini e per gli elettori del centro-destra”.
Ius Scholae: la comunicazione di Fabrizio Boron
“Ho presentato assieme ai colleghi Bozza e Venturini una risoluzione per sostenere il diritto alla cittadinanza al completamento del percorso scolastico di dieci anni, Ius Scholae”. Ha infatti dichiarato stamattina il consigliere regionale Fabrizio Boron (Forza Italia-Gruppo Misto).

“Ius Scholae – ricorda Boron – rappresenta la naturale evoluzione di un’esperienza storica, in quanto negli anni del dopoguerra numerosi erano i dialetti, le lingue, le culture diverse che si utilizzavano lungo tutto lo stivale, ed esse difficilmente si sarebbero unite in un unico sentire nazionale, in un’unica lingua, se non fosse esistita un’unica istituzione scolastica nazionale in grado di creare senso di appartenenza, partecipazione ed inclusione. L’esclusione produce diseguaglianze strutturali, non crea senso di appartenenza e porta ad emarginazione e a non integrazione“.
“Ritengo – continua Boron – sia ragionevole individuare un percorso finalizzato al conseguimento della cittadinanza per chi abbia completato un percorso scolastico di almeno 10 anni che includa l’apprendimento e la verifica della conoscenza della lingua italiana, della storia e della nostra Costituzione; un percorso che riguarda coloro che sono giunti regolarmente in Italia, quindi nel rispetto delle vigenti procedure che normano i flussi migratori, e abbiano mantenuto nel tempo un comportamento rispettoso delle regole, dando così dimostrazione di una volontà di inserimento nelle nostre comunità, consapevoli anche dei doveri civici che questo comporta”.
“L’atto presentato – conclude Boron – vuol farsi promotore, attraverso la Giunta regionale, in tutte le sedi nazionali, dell’approvazione di una riforma della legge sulla cittadinanza che sostenga il diritto alla cittadinanza di bambini e ragazzi che abbiano completato un percorso di studi di almeno 10 anni”.



