La Corte costituzionale ha ritenuto non fondata la questione di costituzionalità dell’intera legge sull’autonomia differenziata delle regioni ordinarie, considerando invece illegittime specifiche disposizioni dello stesso testo legislativo.
Lo rende noto la Consulta, in attesa del deposito della sentenza. Immediate le reazioni.
Zaia: “Autonomia confermata dalla Corte Costituzionale, una riforma in linea con la Carta. I nostri esperti vigileranno su ogni sviluppo”
“La Corte Costituzionale ha confermato la legittimità della legge sull’autonomia differenziata, sancendo ancora una volta che il nostro percorso è in linea con la Costituzione. È una conferma importante e rappresenta un passaggio storico per il Veneto e per tutto il Paese,” afferma il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.
“Questo verdetto, di cui attendo di leggere il dettaglio delle motivazioni, rafforza il lavoro svolto negli anni e conferma che l’autonomia non è una questione divisiva, ma un’opportunità per dare voce e valore a ogni singolo territorio, nel rispetto dell’unità della Repubblica. La riforma dell’autonomia con questa legge ha aperto un dibattito e riforme importanti per questo Paese. L’alternativa sarebbe stata un’accettazione stantia e supina di un centralismo che nei decenni ha prodotto molti danni, con 3mila miliardi di debito pubblico e cittadini che talvolta, inaccettabilmente, spesso costretti a curarsi fuori dalla propria regione. Questo percorso ha il merito di aver dato vita a un dibattito assolutamente costruttivo”.
“Ricordo che il 98,1% dei veneti ha votato a favore dell’autonomia nel referendum del 2017. È una volontà popolare netta e legittima che la politica ha il dovere di rispettare. La sentenza della Corte ha ribadito il diritto della nostra Regione a maggiori competenze, per rispondere con efficienza e responsabilità ai bisogni dei nostri cittadini.”
“La nostra squadra di esperti, composta da figure di spicco del mondo accademico e universitario, continuerà a vigilare sui passaggi futuri per veder applicati i diritti del Veneto, nella consapevolezza che l’autonomia differenziata rispetta pienamente i principi di efficienza e solidarietà tra le Regioni, come richiesto dalla Corte Costituzionale. Il lavoro potrà concentrarsi anche, come evidenziato dalla Consulta, sull’ efficienza degli apparati pubblici e sulla responsabilità istituzionale nel rispondere ai bisogni dei cittadini, secondo il principio di sussidiarietà richiamato dalla Corte”.
Zaia sottolinea che gli aspetti ritenuti incostituzionali dalla Corte saranno oggetto di attento monitoraggio da parte della Regione, con l’obiettivo di garantire che l’applicazione della legge continui a rispondere alle esigenze dei cittadini veneti e a promuovere una gestione virtuosa delle risorse. “Questa sentenza rafforza il nostro impegno. Per il Veneto ricordo che l’autonomia significa poter migliorare ancora di più i servizi sul territorio, dalla sanità alla protezione civile, con una gestione più diretta e aderente alle reali necessità del nostro contesto regionale,” conclude il Presidente.
Pd Veneto: “Sconfessata la legge Calderoli. Sconfitta pesante per il Governo e per Zaia”
La Corte Costituzionale ha ritenuto fondate le molteplici questioni di legittimità costituzionale della legge Calderoli che nel corso degli ultimi due anni abbiamo sollevato, che sono oggetto della nostra battaglia parlamentare e delle nostre proposte». Lo afferma il senatore Andrea Martella, segretario regionale del PD del Veneto commentando le decisioni della Consulta.«Si tratta di una sconfessione di un impianto», prosegue Martella, «di cui il presidente Zaia è stato principale protagonista, che avrebbe rischiato di far deragliare il già fragile stato del nostro ordinamento e la tenuta dei conti pubblici. La Corte sconfessa la retorica delle 23 materie, tutte e subito, sostenendo che ‘la devoluzione debba riguardare specifiche funzioni legislative e amministrative e debba essere giustificata in relazione alla singola regione’. Viene rimesso nelle mani del Parlamento la determinazione dei LEP che la legge Calderoli pretendeva di attribuire al solo governo, così la loro definizione con DPCM attribuita al governo. Viene censurata la stessa modalità di definizione e di revisione delle aliquote di compartecipazione per le funzioni devolute, questione delicatissima che avrebbe potuto creare rilevanti tensioni per i conti pubblici». «Le stesse materie non Lep, quelle su cui Calderoli, spavaldamente aveva già iniziato a trattare, sono state circoscritte stabilendo che ‘i relativi trasferimenti non potranno riguardare funzioni che attengono a prestazioni concernenti i diritti civili e sociali’ e le risorse finanziare relative dovranno essere determinate in riferimento a costi e fabbisogni standard. Altro che la spesa storica prevista dal Dl Calderoli. Insomma», conclude Martella, «una sconfessione significativa e una sconfitta per il governo. In questi ultimi due anni abbiamo provato in tutti i modi a far presenti esattamente questi problemi indicando le soluzioni. L’arroganza e la chiusura ancora una volta sono state cattive consigliere”.
Masolo (EV): “Sentenza che non premia la maggioranza”
“Curioso e bizzarro che, a fronte della pronuncia di illegittimità costituzionale di cospicue e fondamentali parti della legge Calderoli sull’Autonomia differenziata, il Presidente Zaia decida di pubblicare un post Facebook sulla rispettabilissima e antica tradizione della transumanza, ricordandoci come gli asini balia aiutano gli agnellini a superare i ripidi sentieri di montagna. Probabilmente è il modo del tutto simbolico ed esoterico con cui il Presidente Zaia vuole suggerirci che è arrivato il momento per lui e la sua maggioranza di passare ad altri pascoli. Sarebbe in effetti il caso, vista la sonorissima bastonata presa a esito di quella che, secondo la narrazione leghista, è la madre di tutte le battaglie”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale di Europa Verde, Renzo Masolo.
“Non dimentichiamo che in Veneto l’incipit di questa battaglia è stata la legge regionale che introduceva il quesito referendario per ottenere la indipendenza del Veneto, poi bocciata dalla Corte Costituzionale, come pure furono bocciate parti della legge sul referendum fuffa sull’Autonomia differenziata. D’altronde, come facevo notare nel corso della discussione della proposta di legge sulla Giornata dell’Autonomia differenziata, anche questa una creazione del marketing leghista, la Legge Calderoli presentava diversi aspetti di incostituzionalità, uno su tutti il meccanismo per la definizione dei LEP al buio, cioè tramite decreti legislativi che sarebbero dovuti intervenire senza il conforto di principi e criteri direttivi fissati preventivamente”.



