Ottobre di rallentamento per il Veneto: il settore che dimostra il maggiore rallentamento nella crescita occupazionale è quello industriale
Il Veneto procede bene, ma sta rallentando. E’ quanto emerge dall’ultimo report “La Bussola”, riferito ai primi dieci mesi del 2024 da gennaio a ottobre, di Veneto Lavoro, ente della Regione Veneto che si occupa dei temi del lavoro e dell’occupazione nel territorio.
Mantovan: “Molteplici fattori causano le difficoltà delle aziende venete”
“L’Unità di crisi aziendali di Veneto Lavoro e le strutture della Direzione Lavoro della Regione del Veneto sono impegnate a monitorare la situazione del comparto industriale, con particolare attenzione al metalmeccanico, alla componentistica automotive e ai settori del ‘made in Italy’, in relazione alle criticità che si manifestano“, ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro, Valeria Mantovan.

“Basti pensare che i tavoli aperti in Regione dall’inizio dell’anno sono 66 per un totale di oltre 14.000 lavoratori coinvolti, mentre quelli attualmente in carico sono 43 e riguardano circa 11.000 lavoratori – ha proseguito l’assessore –. I fattori di queste difficoltà sono molteplici: dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, alla crisi geopolitica internazionale. Non è un caso che anche Paesi con una storia industriale forte come la Germania stiano manifestando delle difficoltà. Il nostro compito è quello di non perdere di vista le singole situazioni nel quadro complessivo regionale, al fine di poter fornire risposte immediate con soluzioni e strumenti utili ad affrontare le crisi attraverso percorsi di rilancio”.
Occupazione in Veneto: saldo positivo ma inferiore all’anno scorso
“Considerando i primi dieci mesi del 2024, il bilancio del lavoro dipendente privato continua a mantenersi nell’insieme positivo pur al di sotto di quello registrato nello stesso periodo del 2023”, si legge nel report.
“Pur registrando un saldo positivo di +54.241 posizioni di lavoro tra tempo indeterminato (+27.884), tempo determinato (+ 28.231) e apprendistato (-1874) il risultato è inferiore rispetto a quello dell’anno scorso che attestava +58.559 contratti (TI +31.392, TD +26044, apprendistato +1.123)”, ha evidenziato infatti Mantovan.
Complice di questo dato, un leggero aumento delle cessazioni. “In agricoltura, il saldo (come sempre) negativo di ottobre intacca solo marginalmente l’ampia crescita osservata nell’intero periodo – si legge ancora nel report -; nel terziario, condizionato nella seconda parte dell’anno dalla conclusione della stagione turistica, il bilancio dei primi dieci mesi dell’anno è positivo anche se al di sotto dei livelli raggiunti nel 2023“.
Industria metalmeccanica: è l’automotive il settore più colpito
Il report evidenzia inoltre come nel mese di ottobre il settore che ha dimostrato il maggior rallentamento nella crescita occupazionale sia quello industriale. Nonostante i risultati incoraggianti di settembre, infatti, il bilancio complessivo del settore nel periodo gennaio-ottobre è di +10.900 posizioni lavorative a fronte delle +15.400 registrate nello stesso periodo dello scorso anno, mentre le assunzioni segnano un calo del 6,6%, con picchi del -24,2% nell’industria calzaturiera, del -18,3% in quella tessile e del -14,5% nel metalmeccanico.
Un’analisi condotta sulle aziende della filiera dell’automotive, in particolare, ha evidenziato la riduzione della crescita occupazionale soprattutto negli ultimi mesi, dovuta a una progressiva saturazione del mercato occupazionale “in un contesto dove peraltro permangono importanti difficoltà di reperimento delle professionalità necessarie”, viene ricordato ne La Bussola, ma anche al rallentamento dell’attività produttiva con la conseguente riduzione della domanda di lavoro.
Crescono i licenziamenti economici/collettivi, ma meno dell’anno scorso
Aumenta invece il ricorso alla Cassa integrazione, ma crescono anche i licenziamenti economici/collettivi, soprattutto tra le aziende della filiera dell’automotive, ma soprattutto nell’ambito del tessile-abbigliamento e della conciacalzature, che tuttavia permangono al di sotto dei livelli del medesimo periodo del 2019.
Le dinamiche osservate anche nel mese di ottobre confermano dunque il rallentamento del trend di crescita e la flessione della domanda di lavoro: il Veneto va ancora avanti, dunque, ma un rilancio generale sarebbe certamente utile.



