Dolomiti Ambiente di Belluno chiude l’anno con risultati positivi, superando il bilancio 2023, che si era concluso con un utile di 155mila euro
L’annuncio è stato fatto oggi in conferenza stampa dall’amministratore unico della società provinciale per la gestione dei rifiuti, Angelo Smaniotto. La partecipata di Palazzo Piloni si presenta quindi con una solida base per il futuro, puntando su progetti innovativi volti a rafforzare l’economia circolare. Tra gli obiettivi principali c’è quello di attrarre investimenti dedicati alla transizione energetica per l’impianto del Maserot.
Dolomiti Ambiente ambisce, nello specifico, a produrre idrogeno e metanolo a partire dal trattamento dei rifiuti organici. Attualmente, questi ultimi alimentano il biodigestore, utilizzato per generare energia elettrica. Una strategia che proietta la società verso un ruolo di primo piano nella sostenibilità e nell’innovazione tecnologica.
“È un obiettivo concreto – sottolinea il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin -. Assieme al risultato finanziario, conferma la strategicità di un impianto, quello del Maserot, che ritengo sempre più importante per il nostro territorio, nell’ottica di chiudere il cerchio a livello locale della raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti“.
I piani di ottimizzazione energetica per l’impianto del Maserot sono stati sviluppati dai team tecnici della società e mirano a rendere Dolomiti Ambiente parte integrante del percorso verso la transizione energetica.
“Abbiamo già alcune valutazioni positive per operare con investimenti mirati per la produzione di idrogeno e metanolo attraverso il trattamento del rifiuto umido organico» spiega l’ingegner Michele Artusato, direttore generale della Provincia. «L’idrogeno è la vera sfida green dell’Unione Europea, e il metanolo è alcol che può sostituire il gasolio nei motori. Di conseguenza, la partita è quanto mai attuale e Dolomiti Ambiente ha le dimensioni e la performabilità ideali per sperimentare la produzione di queste due materie energetiche connessa al trattamento rifiuti. Ciò consentirà di dare vita a un circolo virtuoso attraverso l’alimentazione dei camion che portano rifiuti. Questo è l’elemento di plus: non solo trasporto rifiuti senza produrre CO2, ma smaltimento rifiuti con produzione di idrogeno e metanolo“.
Oltre alle iniziative dedicate all’ottimizzazione energetica, Dolomiti Ambiente ha già dato il via al progetto “Alpes”, finanziato da Cariverona. Questo programma punta a migliorare la separazione dei rifiuti organici alla fonte, incentivando comportamenti più virtuosi da parte dei cittadini. L’obiettivo è ottenere, al termine del processo, un compost di qualità superiore.
Attualmente, i rifiuti organici vengono trattati nel biodigestore del Maserot per generare energia elettrica, mentre il compost prodotto viene distribuito tra gli agricoltori locali. In futuro, tuttavia, si prevede che il compost potrà essere anche commercializzato, ampliando ulteriormente il suo impiego e valore.
Intanto Dolomiti Ambiente ha i conti in ordine. “I risultati del primo semestre 2024 confermano il trend positivo” afferma l’amministratore unico Smaniotto. “La situazione del primo semestre 2024 viaggia intorno allo stesso risultato 2023, quando avevamo chiuso con un utile di 155mila euro. Anche il riscontro al 30 settembre conferma questa dinamica, per cui siamo abbastanza certi che si confermerà anche alla fine dell’anno“. “La gestione dell’impianto sta dando profili assai positivi – prosegue Smaniotto -. Stiamo applicando una tariffa per l’umido di 80 euro a tonnellata, mentre per il secco trasferiamo direttamente sulle quattro società di raccolta i costi che sosteniamo, confermando la funzione di scambio dal Maserot ai luoghi di smaltimento“.
Il presidente della Provincia ha comunicato che, nelle prossime settimane, in conformità con quanto stabilito dalla legge Madia, Palazzo Piloni procederà alla messa in gara delle sue quote di Dolomiti Ambiente, che rappresentano il 92,4% del capitale della società.



