Firmato il protocollo d’intesa tra la Regione del Veneto e la Guardia di Finanza. Zaia: “Una firma che permetterà di sugellare un percorso di trasparenza, a beneficio degli operatori della pesca e di tutto il comparto”
“Quando c’è la Guardia di Finanza c’è garanzia di legalità”. Ha iniziato così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, presentando nel corso della conferenza stampa di stamattina a Palazzo Balbi il protocollo d’intesa che vede protagonisti Regione e Guardia di Finanza per tutelare il comparto ittico veneto.
“La collaborazione tra Regione e Guardia di Finanza è necessaria – ha proseguito il presidente del Veneto -. Ci rivolgiamo a 656 imbarcazioni, 6737 imprese rappresentate da quasi 8000 occupati che ogni anno in Veneto producono 14mila tonnellate di pesce. Questa firma permetterà di sugellare un percorso di trasparenza, a beneficio degli operatori della pesca e di tutto il comparto, affichè tutti i fondi comunitari abbiano la giusta definizione e destinazione e possano dirsi ben investiti, soprattutto alla luce del fatto che il Veneto utilizza e richiede di utilizzare anche parte dei fondi che altre regioni non riescono a investire”.

Guardia di Finanza a tutela della pesca del Veneto: “Non antagonisti, ma perimetro della legalità economico-finanziaria”
“Questo accordo sarà vincolante ed è importante per la Guardia di finanza, perchè metteremo a disposizione dell’economia del Veneto le nostre competenze e il nostro impegno – ha affermato il generale Riccardo Rapanotti, comandante regionale della Guardia di finanza –. Questo protocollo dimostra che le Fiamme gialle non sono antagoniste dell’economia sana, ma rappresentano il perimetro della legalità economico-finanziaria e, dunque, attraverso il loro contributo il controllo della filiera può crescere ulteriormente. Per noi è un grande onore che ci sia riconosciuto questo ruolo di tutela”.
Ma come opererà nello specifico la Guardia di finanza nel settore della pesca? “Raccoglieremo informazioni sul funzionamento della filiera economica ittica della laguna di Venezia – ha spiegato Rapanotti -, per poi confrontarci e capire se ci siano situazioni che suscitino qualche allarme e, in caso, procedere con approfondimenti preventivi o anche con sviluppi investigativi in loco affinchè vengano rispettati i rapporti commerciali e si possano scovare i “furbetti” che non rispettano le regole e non si comportano in modo adeguato. Si tratterà quindi di un monitoraggio costante e quotidiano”.
Veneto Agricoltura: “Al protocollo tra Regione e Fiamme gialle seguirà un accordo operativo con noi”
“A valle di questo importante protocollo, ci sarà anche un accordo operativo – ha sottolineato Nicola Dall’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura –: ci assicureremo infatti che i soldi spesi dai pescatori per le concessioni vengano utilizzati soltanto per loro, andando a informatizzare il sistema per migliorare la qualità della certificazione del loro prodotto”.
Veneto Agricoltura si occupa anche dell’assicurare la produzione ittica veneta. “Quest’anno abbiamo incominciato la nostra attività e ad oggi contiamo 156 semine-raccolte di vongola verace in laguna. Ne abbiamo aperta una anche oggi e ne apriremo un’altra tra dieci giorni – ha continuato Dall’Acqua -. Questo accordo significherà metterce ancora più grinta e più strumenti ai pescatori per garantire loro un reddito. Il controllo della filiera è stato richiesto dalle stesse associazioni di pescatori. C’è dunque la volontà di aiutare la filiera fino in fondo”.
Corazzari: “Accordo necessario affinchè la pesca del Veneto sia eccellenza nazionale”
“Il ruolo della Guardia di finanza è assolutamente indispensabile affinchè tutti gli sforzi che facciamo come Regione non siano vani, soprattutto ora che questo settore è in forte sofferenza – ha aggiunto l’assessore regionale alla Pesca, Cristiano Corazzari -. Il controllo deve avvenire su tutta la filiera secondo il principio della legalità, affinchè sia garantita la qualità del pescato che arriva sulle tavole dei consumatori”.

“Se vogliamo che la nostra pesca si confermi eccellenza nazionale, l’accordo di oggi è il punto fondante perchè solo attraverso controlli precisi si può garantire qualità. Dobbiamo avviare meccanismi precisi affinchè i pescatori sappiano di poter utilizzare e come utilizzare i fondi che giungono dall’Europa, controllando però che il loro utilizzo non sia distorto – ha concluso Corazzari -. Si tratta di un lavoro di medio-lungo periodo che potrà inoltre essere integrato con altri soggetti che intervengono in questo accordo”.


