Venezia, uno Shakespeare pop con sfumature beat: “Molto rumore per nulla” debutta al Teatro Goldoni
“Molto rumore per nulla”, una delle opere più amate di William Shakespeare, arriva sul palco del Teatro Goldoni di Venezia in una versione pop con sfumature beat. Dopo aver inaugurato con successo la stagione di prosa al Teatro Del Monaco, la commedia, diretta da Veronica Cruciani, debutta a Venezia venerdì 15 novembre alle 20:30, con protagonisti Lodo Guenzi e Sara Putignano.
“Molto rumore per nulla” è una commedia brillante e complessa, che si muove tra risate e momenti di tensione grazie a un uso sapiente degli equivoci. La storia gioca su scambi di persona, intrighi e giochi di parole che spesso assumono significati inaspettati, mettendo in evidenza il potere delle parole. In questa vicenda, ogni personaggio ha il proprio modo di manipolare o subire il linguaggio, creando situazioni ingannevoli che oscillano tra il comico e il tragico.
Tutto ruota attorno a messaggi segreti, conversazioni origliate e fraintendimenti: una vera esplorazione di come il linguaggio possa plasmare la realtà. In “Molto rumore per nulla”, il vero e il falso si intrecciano, mostrando come le parole possano diventare uno strumento potente e pericoloso. Shakespeare, con ironia e profondità, sottolinea l’importanza dell’interpretazione e il potere del racconto, in una storia dove ogni verità può essere capovolta in un attimo.
Lo spettacolo è una co-produzione di Valerio Santoro per La Pirandelliana con TSV – Teatro Nazionale, in collaborazione con il Comune di Verona – Estate Teatrale Veronese. Resterà in scena al Teatro Goldoni fino a domenica 17 novembre, offrendo agli spettatori l’opportunità di immergersi in un Shakespeare fresco e moderno. Sabato 16, alle ore 17:00, si terrà inoltre un incontro speciale “A scena aperta” presso il Fondaco dei Tedeschi, dove il pubblico potrà dialogare direttamente con gli interpreti.
Dopo le repliche a Venezia, “Molto rumore per nulla” tornerà in Veneto a gennaio 2025, animando il Teatro Verdi di Padova dal 22 al 26 gennaio, per proseguire il suo viaggio tra giochi di parole, intrighi e il fascino senza tempo della commedia shakespeariana.
Note di regia
Molto rumore per nulla, una delle migliori opere di Shakespeare, scritta tra il 1598 e il 1599, si caratterizza per la presenza di innumerevoli giochi di parole e per una brillante interpretazione dei ruoli di genere. Gran parte di questa tragicommedia ruota attorno alla scrittura di messaggi segreti, allo spiare e origliare conversazioni riservate. Le persone fingono costantemente di essere altro da quello che sono, vengono scambiate per altre persone o sono costantemente ingannate. All’interno dell’opera, l’azione dipende soprattutto dalla parola e ogni personaggio di “Molto rumore per nulla” ha il suo modo di giocare, elaborare o abusare del linguaggio. I due protagonisti dell’opera sono Beatrice e Benedetto, hanno tendenze linguistiche che li definiscono. Beatrice è vista – nel pregiudizio dell’epoca – come “bisbetica” a causa della sua “lingua tagliente”. Mentre lo stile di conversazione metaforico di Benedetto è ciò che porta Don Pedro a definirlo «dalla sommità della testa alla pianta del piede tutta allegria». Questo è senza dubbio anche ciò che sta dietro alla battuta di Beatrice che definisce Benedetto «il giullare del principe». Molto rumore per nulla è caratterizzato da una comicità ironica e d’effetto, ma nel testo risiedono anche riflessioni ben più complesse: come gli uomini e le donne vengano trattati in modo differente all’interno della società. La disparità di potere che sono costrette a subire le donne è uno dei temi centrali della commedia di Shakespeare che, per il linguaggio violento e la trama ingannevole, in certi momenti oscilla verso il tragico.


