Nuovo incidente sul lavoro oggi a Refrontolo, in provincia di Treviso: un uomo di 69 anni, dipendente di una società edile di Altivole, è precipitato da un’altezza di circa 5 metri
L’incidente è avvenuto ale 14.30 , in via Mulinetto in un cantiere edile per la ristrutturazione di un fabbricato civile.
L’uomo è morto sul colpo per trauma cranico. Sul posto i carabinieri, lo SPISAL e i soccorritori del 118.
Toigo (Uil Veneto): “Il Veneto piange l’ennesimo morto sul lavoro”
“Sono scioccato: il Veneto piange l’ennesimo morto sul lavoro. Un operaio oggi è morto in un cantiere mentre lavorava a Refrontolo, nel trevigiano. Sono trascorsi due mesi dalla manifestazione che abbiamo organizzato per sensibilizzare sui morti sul lavoro, con una chiatta carica di 101 bare – i morti sul lavoro in Veneto nel 2023 – che ha navigato nelle acque di Venezia. Abbiamo voluto, con quell’iniziativa, risvegliare le coscienze, perché i più grossi nemici della sicurezza sono l’indifferenza, l’assuefazione, la rassegnazione. Non possiamo e non vogliamo abituarci a leggere queste notizie, non lo accettiamo”. È il commento di Roberto Toigo, segretario generale di Uil Veneto.
Cisl: “Strage inaccettabile, servono formazione, rispetto delle normative e controlli”
“Nei luoghi del lavoro si sta consumando una strage inaccettabile, figlia del mancato rispetto delle misure di sicurezza che sono obblighi di legge e che sono fondamentali per permettere lo svolgimento del lavoro in piena tranquillità – dichiara Francesco Orrù, segretario generale della Cisl Belluno Treviso – . Nel caso specifico, verranno accertate le responsabilità di questa ennesima caduta dall’alto, che è la prima causa di morte nei cantieri edili. Serve un maggiore e più profondo impegno condiviso da tutte la parti in causa per diffondere una vera cultura della sicurezza, che parta dalla formazione, dal rispetto dei contratti e delle norme e che passi per un rafforzamento dei controlli in tutti i luoghi di lavoro”.
“Ci si domanda anche – aggiunge Marco Potente, segretario generale della Filca Cisl Belluno Treviso – come sia possibile che un uomo di 69 anni sia ancora al lavoro su un’impalcatura di un cantiere e come sia stato montato il ponteggio da cui è precipitato: un’impalcatura montata a norma di legge impedisce la caduta dall’alto, sia essa dovuta a un malore, a un errore o a una distrazione. Le norme per garantire la sicurezza nei cantieri ci sono e vanno rispettate da tutti, in primis dai datori di lavoro. E se ciò non accade, invitiamo i lavoratori a segnalare alle forze dell’ordine gli abusi, le carenze, le mancate tutele e la carenza anche delle più elementari forme di protezione dei lavoratori”. La Filca Cisl ha da tempo messo a disposizione dei lavoratori e dei cittadini “Un segnale per la vita”, un form online su www.filcaveneto.it per inviare in forma anonima le segnalazioni di irregolarità e insicurezza.
Martella: «Vicini a familiari vittima. Più controlli subito per fermare la strage»
“Anche oggi è morto sul lavoro un operaio edile, in un cantiere nel trevigiano. Ci uniamo alla famiglia e ai colleghi in un profondo cordoglio. Ma il cordoglio non basta: è necessario fermare al più presto questa vera e propria strage. Morire di lavoro non è accettabile. Il rispetto delle normative e delle procedure di sicurezza, che non sono costo o un lusso, è un dovere al quale corrisponde il diritto di ogni lavoratore alla sicurezza e alla vita“.
Lo dice il senatore Andrea Martella, segretario regionale del Pd in Veneto, che sottolinea: “purtroppo la nostra regione registra numeri preoccupanti di morti sul lavoro».«I controlli – prosegue Martella –vanno aumentati subito in Veneto come in tutta Italia e per questo abbiamo presentato emendamenti alla manovra: abbiamo proposto di potenziare di 1000 unità l’organico dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INAIL), stanziando a tal fine 50 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025, di adeguare il trattamento degli ispettori a corrispondenti qualifiche del SSN e il gratuito patrocinio per le vittime di lavoro e loro familiari“.



