Carmignano di Brenta, il 28enne, già ai domiciliari per stalking, ha ignorato le misure cautelari e aveva disattivato il braccialetto elettronico
A Carmignano di Brenta, i carabinieri della locale Stazione, supportati dai colleghi del Nucleo Radiomobile di Cittadella, hanno arrestato in flagranza di reato un 28enne originario dell’Europa dell’Est, residente nell’alta padovana. L’uomo è accusato di aver violato il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, una misura cautelare impostagli in seguito a precedenti episodi di atti persecutori contro una sua ex compagna.
La vicenda ha avuto inizio lo scorso febbraio, quando il 28enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari, con l’applicazione di un braccialetto elettronico per monitorarne i movimenti. Tuttavia, durante un controllo, i carabinieri hanno notato che il dispositivo risultava spento. Interrogato in merito, l’uomo ha ammesso di aver ignorato la ricarica del braccialetto, dichiarando di essere infastidito dai suoni emessi dall’apparato.
A seguito di questo comportamento, che configura la violazione delle restrizioni imposte, i militari hanno proceduto all’arresto del 28enne, informando immediatamente il Sostituto Procuratore della Repubblica di Padova. L’arrestato è stato quindi trattenuto fino all’udienza di convalida tenutasi il 6 novembre, durante la quale il giudice monocratico ha disposto il ritorno dell’indagato nella sua abitazione, sotto regime di libertà vigilata.
Il procedimento è attualmente in fase di indagini preliminari e l’uomo rimane presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva. Questa vicenda mette in luce l’attenzione delle forze dell’ordine nel controllo delle misure restrittive, volte a tutelare la sicurezza delle vittime e a prevenire il reiterarsi di comportamenti persecutori.



