Oltre un anno di indagini, intercettazioni e pedinamenti per smantellare la rete di narcotraffico che si muoveva tra Italia, Spagna e Colombia: uno strutturato sodalizio criminale era capace di gestire ingenti quantitativi di droga in tutto il nord Italia
Ci sono voluti più di 100 militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 15 soggetti, coinvolti a vario titolo in un imponente traffico di cocaina e marijuana tra Italia, Spagna e Colombia.
Oltre un anno di complesse e capillari indagini hanno visto le Fiamme Gialle di Vicenza impegnate nell’impresa che ieri è finalmente stata compiuta: è stato così smantellato uno strutturato sodalizio criminale, capace di gestire ingenti quantitativi di droga e operante in tutto il nord Italia. La puntuale ricostruzione della fitta rete di traffico di cocaina e marijuana, effettuata dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vicenza, sotto lo stretto coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha consentito di cristallizzare le responsabilità penali delle persone coinvolte attraverso la puntuale ricostruzione delle movimentazioni sia della droga sia del denaro riveniente dall’attività da loro stessi definita di “grossisti di sostanze stupefacenti”.
L’antefatto: l’arresto nel settembre 2023 e le indagini approfondite delle Fiamme Gialle
L’operazione era stata avviata nel settembre 2023, in seguito all’arresto di tre cittadini albanesi trovati in possesso di oltre 1.200 dosi di cocaina in un appartamento ad Altavilla Vicentina. Da quel momento, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza ha intensificato le indagini, scoprendo tre distinti clan familiari: due di origine albanese, operanti nelle province di Vicenza e Mantova, e uno colombiano, attivo tra Brescia, Mantova e anche all’estero, in Spagna e Colombia.

Sono state necessarie intercettazioni ambientali, telefoniche, riprese video e pedinamenti, che hanno permesso agli investigatori di individuare i membri dei tre gruppi, tra loro interconnessi, e il modus operandi della rete criminale.
Il metodo dei tre clan: scambi d’auto, staffette, messaggi crittografati e documenti falsi
La banda utilizzava plurimi escamotage per evitare di essere scoperta: scambi di autovetture tra i sodali, poi utilizzate per il trasporto della droga con la metodologia della “staffetta” per non attirare sospetti ed eludere i controlli delle Forze dell’Ordine, sistemi di messaggistica istantanea crittografata, schede telefoniche e case intestate a insospettabili persone prive di precedenti di polizia, nonché documenti falsi per i viaggi all’estero. I sodali inoltre erano costantemente alla ricerca di terzi da “utilizzare” per eludere i controlli delle Autorità spagnole nei porti e aeroporti di approdo dello stupefacente proveniente dalla Colombia. In particolare, uno degli indagati vantava rapporti diretti e “privilegiati” con uno dei più potenti cartelli della droga colombiani, riuscendo ad acquistare la cocaina a prezzi inferiori rispetto alla “concorrenza”.
Lo spessore criminale del gruppo familiare radicato nel vicentino emerge anche in relazione alla possibilità loro concessa di poter rifiutare di concludere l’acquisto di partite di cocaina, ottenendo la restituzione della quota in denaro corrisposta in anticipo, in caso di scarsa qualità della sostanza. In più occasioni, infatti, è emerso come gli indagati discutevano sulla tipologia e qualità della cocaina, preoccupandosi di approvvigionarsi di quella “che piace da morire” ai clienti finali, tra i quali anche cittadini facoltosi in grado di acquistare dosi di cocaina dall’elevata grammatura unitaria.
La droga era destinata a rifornire le “piazze di spaccio” non solo di Vicenza (nei quartieri Prati, San Bortolo, Pomari, Laghetto, Borgo Scroffa e Centro Storico) ma anche di numerosi comuni della provincia berica e di quelle di Mantova e Brescia.
Droga e non solo: a luglio un regolamento dei conti, poi auto, case e profitti per oltre 3,3 milioni di euro
Il prezzo competitivo e la grande disponibilità di stupefacente sono alla base anche di efferati episodi di violenza, tra i quali un cruento regolamento di conti verificatosi nel luglio scorso in una delle aree di spaccio vicentine (situata a ridosso del quartiere di Borgo Scroffa), culminato con l’accoltellamento di un giovane albanese e seguito dal tentativo di quest’ultimo di entrare in possesso di una pistola per rivendicare l’aggressione subita.

Degno di nota il “volume d’affari” dell’organizzazione, che nel periodo investigato ha investito circa mezzo milione di euro in contanti per sostenere il traffico, ricavando profitti illeciti stimati in oltre 3,3 milioni di euro, in parte reinvestiti nel traffico di droga e in parte nell’acquisto di immobili in Italia e all’estero e nell’acquisizione di partecipazione in rinomati locali notturni della movida spagnola.
L’elevato tenore di vita dei sodali trovava riscontro anche nelle richieste dei familiari di alcuni soggetti attinti dalla odierna misura restrittiva, come quella relativa all’acquisto di una Porsche Taycan che avrebbe – a loro avviso – anche accresciuto il loro prestigio nei contesti criminali relativi al traffico di sostanze stupefacenti.
Sequestri e arresti: quattro indagati irreperibili su 15, si cerca in Albania, Romania e Spagna
Le attività esecutive hanno consentito di catturare 11 dei 15 indagati ricercati, mentre ulteriori quattro destinatari della misura cautelare in carcere al momento risultano irreperibili sul territorio nazionale, motivo per il quale le ricerche – attraverso i canali di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia per il tramite del II Reparto del Comando Generale del Corpo – verranno estese anche in Albania, Romania e Spagna.
Nel corso delle operazioni di perquisizione, svolte tra Vicenza, Isola Vicentina, Camisano Vicentino, Colceresa (VI), Arcugnano (VI), Caldogno(VI), Ghedi (BS), Asola (MN) e Acquanegra sul Chiese (MN), sono stati rinvenuti e sequestrati quasi 1,5 Kg di cocaina, circa 15.000,00 euro in contanti, un’utilitaria modificata con doppio fondo per il trasporto della droga, 15 smartphone e vario materiale per il confezionamento dello stupefacente.
Altri arresti conseguenti alle indagini
Durante le indagini, le Fiamme Gialle vicentine hanno anche arrestato un cittadino albanese irregolare, trovato con 500 dosi di cocaina pronte per la vendita nel centro storico di Vicenza. Inoltre, è stato scoperto un laboratorio per la coltivazione, essicazione e confezionamento di marijuana, con oltre 90 Kg. di stupefacente, ubicato in una cascina a Monte di Malo intestata fittiziamente a un cittadino albanese.
Possamai: “Duro colpo al narcotraffico, orgoglio per tutta la città“
Anche il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, è intervenuto sulla questione, congratulandosi con il Comando Provinciale della Guardia di Finanza per il brillante risultato conseguito.

“Questo importantissimo successo – ha affermato il sindaco – rappresenta non solo un duro colpo inferto al traffico illecito di stupefacenti, ma anche una testimonianza concreta dell’impegno e della dedizione che la Guardia di Finanza dimostra quotidianamente nella lotta contro il crimine organizzato e nella tutela della legalità. La lunga e complessa operazione appena conclusa da uomini e donne che con professionalità, sacrificio e coraggio si adoperano per garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini, è motivo di orgoglio per tutta la città“.



