Razzolini (Fdi): “Situazione difficile per la vendemmia del Veneto, si torni ai voucher di massimo 15 giorni lavorativi in campo agricolo“
Settembre, tempo di vendemmia e… di certificati. In questi giorni infatti il Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 2 Marca Trevigiana si è ritrovato alle prese con la notevole mole di domande proveniente da tutti gli stagionali che per operare legalmente tra i filari di viti hanno bisogno del certificato medico. Un quantitativo di richieste tale che potrebbe non essere soddisfatto completamente entro la conclusione della vendemmia. Il motivo? Molto probabilmente la carenza di personale. A portare l’attenzione sulla situazione è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Tommaso Razzolini.
Razzolini: “Alcuni appuntamenti per l’ottenimento dei certificati sanitari sono stati fissati a fine vendemmia”
“La legge, che ha messo sullo stesso piano l’amico che lavora solo per pochi giorni l’anno in campo agricolo e i lavoratori che si occupano di numerose attività agricole a tempo pieno, sta rendendo difficile la vendemmia di molte imprese vitivinicole trevigiane e di tutto il Veneto – ha spiegato il consigliere -. Nella zona del Conegliano Valdobbiadene Docg, molte aziende che vogliono regolarizzare i lavoratori stagionali mi stanno continuamente chiedendo come fare perché alcuni appuntamenti per l’ottenimento dei certificati sanitari sono stati fissati a fine vendemmia“.

“So che nell’Ulss 2 c’è una scarsità di medici che si occupano di medicina del lavoro e tutte le operazioni vengono gestite dal servizio d’igiene e sanità pubblica che deve occuparsi pure delle normali attività di prevenzione. A Valdobbiadene, all’ex Ospedale Guicciardini è stato attivato anche uno sportello medico supplementare, ma la questione deve essere risolta alla radice“, ha continuato Razzolini, che ha provveduto a scrivere ai Ministeri dell’Agricoltura e del Lavoro, poichè “chi lavora per una manciata di giorni all’anno, addirittura meno di 15, non può essere messo sullo stesso piano dei lavoratori a tempo pieno”.
“Il tema poi non riguarda solo la vendemmia, ma anche le raccolte delle mele, delle olive, quindi di tutti i frutti stagionali – ha aggiunto Razzolini -. Pur comprendendo che la questione è davvero spinosa perché tutti i lavoratori devono comunque essere in salute per operare, le eccellenze del Made in Italy non possono bloccarsi per questioni che reputo meramente burocratiche. L’attività di semplice potatura per non più di 15 giorni potrebbe addirittura essere configurata come attività a basso rischio e da qui dovrebbero essere ripensate ovviamente le certificazioni richieste. Servono due pesi e due misure”.
La proposta del consigliere: “Ritorno ai voucher di 15 giorni”
L’auspicio del consigliere regionale è dunque chiaro: “che i ministeri, assieme alle associazioni di categoria e ai sindacati, possano approvare un ritorno ai voucher di massimo 15 giorni lavorativi in campo agricolo“.
E Razzolini ha quindi concluso: “In questi giorni ho potuto fare visita a diverse aziende del Conegliano Valdobbiadene Docg e devo dire che la tensione è alta, specie tra i filari, dove la vecchia tradizione relativa ai piccoli canti da vendemmia in vigna sembra venire meno”.


