La Cgil Veneto commenta i dati degli incidenti sul lavoro in regione, denunciando una mancata attenzione per la risoluzione concreta del problema
I dati rilevati dall’Inail indicano una situazione pressoché stabile per quanto riguarda il numero complessivo degli infortuni, con una leggera flessione dello 0,2% tra gennaio e settembre 2023 e lo stesso periodo del 2024. Tuttavia, l’analisi dei mesi più recenti mostra un trend preoccupante, con un aumento degli incidenti rispetto all’anno precedente: a settembre si sono registrati 372 infortuni (352 nel 2023), 300 ad agosto (279 nel 2023), e 407 a luglio (376 nel 2023). In totale, nei primi nove mesi del 2024, sono stati registrati 51.687 infortuni.
Alcune province hanno segnato un aumento significativo degli incidenti sul lavoro. Belluno ha visto un incremento del 16,3%, Treviso del 4,6% e Venezia del 2,6%. Proprio nella provincia di Treviso, ieri si sono verificati due infortuni mortali: a San Vendemiano, un lavoratore di 56 anni ha perso la vita mentre si recava al lavoro, mentre a Refrontolo un altro lavoratore di 69 anni è deceduto a seguito di una caduta da un’altezza in un cantiere.
Preoccupano anche i dati sugli infortuni tra i lavoratori sopra i 61 anni, che sono in aumento in quasi tutte le province venete. Cresce inoltre il numero degli incidenti in itinere, ovvero quelli che si verificano durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro.
Silvana Fanelli, Segretaria regionale Cgil Veneto, commenta: “Questi numeri sono impressionanti, soprattutto perché ogni cifra rappresenta una persona che ha subito un danno fisico sul lavoro, talvolta con esito fatale. Il Veneto continua ad essere una delle regioni più critiche in Italia per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul lavoro, eppure non si interviene concretamente, né a livello istituzionale né a livello aziendale. Garantire ai lavoratori salute e sicurezza è un obbligo del datore di lavoro, un obbligo che dovrebbe essere accompagnato da più controlli e verifiche, con un rafforzamento degli organici degli enti preposti alla prevenzione e ai controlli.”
Anche Enrico Botter, Segretario confederale della Cgil di Treviso, esprime preoccupazione per la situazione, soprattutto alla luce degli infortuni mortali nei cantieri: “Ci chiediamo se la ‘patente a crediti’, voluta dal Governo, sia in grado di dare effettive garanzie ai lavoratori quotidianamente esposti ai rischi nei cantieri. Purtroppo, sembra che non stia facendo altro che far emergere l’arretratezza culturale di una parte del nostro sistema produttivo, che fatica ad allinearsi alle nuove normative in materia di sicurezza.”



