L’iniziativa delle Donne di Coldiretti: “Insieme contro la violenza e i disturbi alimentari per riconoscere all’agricoltura quel ruolo sociale e solidale in cui affonda le radici“
Sono stati raccolti in un anno ben 12mila euro grazie alla vendita dei prodotti gentili nei mercati di Campagna Amica, destinati al progetto #coltiviamoilrispetto promosso dalle Donne di Coldiretti, giunto al suo primo anno di vita e oggi celebrato in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Coldiretti, #coltiviamoilrispetto: i progetti in ballo
“Produttori e consumatori hanno contribuito insieme al sostegno di iniziative di solidarietà rivolte al contrasto della violenza di genere – ha affermato Valentina Galesso, presidente regionale delle agricoltrici -. Dalle borse di studio universitarie intitolate a Giulia Cecchettin per lo studio di nuovi linguaggi comunicativi, al supporto alle associazioni di volontariato e cooperative sociali che si occupano di integrare nel lavoro ed assistere le vittime dei soprusi”.
“Cominceremo da Venezia, provincia che ha due centri antiviolenza, di cui quello comunale è il più storico in Veneto con oltre 30 anni di attività – ha spiegato Galesso -, ma anche un polo universatario come Ca’ Foscari, con facoltà che possono sviluppare studi e ricerche innovative e la presenza di centri operativi per l’accoglienza, oltre che una struttura regionale d’avanguardia per il recupero psico fisico di chi soffre di disturbi alimentari”.
“Forse è solo una goccia in mezzo al mare, ma la goccia scava la roccia – ha aggiunto Marina Montedoro, direttore di Coldiretti Veneto – e in questo senso non cesserà il impegno di Coldiretti nella direzione di riconoscere all’agricoltura quel ruolo sociale e solidale in cui affonda le radici e che è parte integrante di un sistema capace di produrre, non solo cibo, ma anche valori. Siamo convinti che l’impegno contro la violenza sulle donne della essere una priorità per la società e per le istituzioni”.
Coldiretti contro la violenza di genere e non solo
“Insieme al tema della violenza, pensiamo anche a quello dell’alimentazione su cui intendiamo spenderci, aiutando quei centri che si occupano di ragazze e ragazzi con disturbi alimentari che colpiscono il 90% della fascia giovanile femminile“, ha inoltre precisato Montedoro.
“Le imprenditrici agricole mettono a disposizione le loro aziende per accogliere in campagna madri e figli per far ritrovare le giuste energie attraverso un percorso di riabilitazione dove la natura gioca un ruolo importante per l’equilibrio psicologico – ha dichiarato Valentina Galesso – . Sono tante le esperienze che fanno capo all’agricoltura solidale per la quale la Regione del Veneto ha legiferato disciplinando per prima in Italia il settore favorendo la vocazione di tante famiglie rurali al prossimo e traducendola in produzione di servizi professionali rivolti alle fasce deboli. Sviluppare una rete di fattorie della tenerezza da Nord a Sud d’Italia rientra tra gli impegni assunti con la firma del protocollo tra Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, e Maria Francesca Serra, responsabile nazionale in rappresentanza di tutte le Donne Coldiretti”.



