Bufera sulle parole di Renato Brunetta, che ha aperto al nucleare a Venezia. Tante le reazioni
”Ormai il nucleare è la tecnologia più sicura al mondo, le nuove generazioni di nucleare hanno livelli di sicurezza altissimi e tra l’altro scale dimensionali di produzione molto più piccole e questo è il futuro” Un’affermazione che ha suscitato una bufera e molte reazioni negative (ma ache qualcuna a favore)”. Così Renato Brunetta, presidente della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità e nel cda della procuratoria di San Marco.
Legambiente: “Nucleare a Marghera balla atomica”
“Richiamare all’uso del nucleare per raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica è una vera balla atomica – dichiara il presidente regionale di Legambiente Luigi Lazzaro – visto che la somma dei tempi di realizzazione (se mai dovessero iniziare i lavori) con i costi economici che ricadrebbero tutti sul pubblico, senza parlare dei rischi per l’ambiente e per le persone, rendono insostenibile l’ipotesi sotto tutti i punti di vista: ecologico, sociale ed economico. Chi sostiene il contrario mente sapendo di mentire”.
Secondo Legambiente le risorse pubbliche devono essere destinate a promuovere un autentico passaggio verso fonti rinnovabili, tecnologia pronta e realizzabile in tempi certi, piuttosto che investire in una tecnologia che presenta criticità di insediamento e ancora numerosi rischi e incertezze irrisolte. La costruzione di una centrale nucleare richiede tempi estremamente lunghi, spesso superiori ai 10-15 anni, e i costi stimati superano frequentemente i 10 miliardi di euro. La transizione ecologica rappresenta un’opportunità cruciale per il nostro territorio e per il pianeta. Investire nel solare, nell’eolico e nelle altre fonti rinnovabili non solo ridurrebbe le emissioni di carbonio, ma creerebbe anche posti di lavoro e promuoverebbe l’innovazione tecnologica.
Quando si parla di energia, secondo Legambiente, sarebbe opportuno concentrare le discussioni e l’impegno verso la concretizzazione di soluzioni per l’implementazione di tecnologie rinnovabili e di accumulo, per la modernizzazione delle infrastrutture esistenti e per l risparmio e l’efficienza energetica, non per annunciare chimere che non sono in linea con le esigenze urgenti della transizione ecologica, che ha tempi molto più ristretti già previsti e siglati con accordi internazionali ed europei. Inoltre, la gestione delle scorie nucleari rimane una questione irrisolta, con impatti potenzialmente dannosi per la salute pubblica e l’ambiente ed un Paese ancora in attesa di soluzioni per il confinamento delle scorie radioattive prodotte negli anni ‘80. Come intende risolvere queste criticità la Fondazione di Venezia capitale della SosteniIbilità? Non possiamo permetterci di compromettere la sicurezza dei cittadini e dell’ecosistema per una soluzione che, alla luce dei fatti, non è praticabile.
“Chiediamo quindi alle istituzioni, alle Imprese, alle organizzazioni della società civile ed ai cittadini di Venezia, Mestre e Marghera di unirsi a noi nella ferma opposizione a questa sciagurata ipotesi” è l’appello di Legambiente. É tempo di orientare il nostro futuro verso una vera sostenibilità, investendo nelle energie pulite e rinnovabili subito. Solo così potremo garantire un ambiente sano, prospero e in pace, per le future generazioni”.
Monica Sambo (Pd): “Ipotesi assurda che serve solo a mascherare il vuoto della giunta”
“La proposta dell’On. Brunetta sostenuta dal Senatore Speranzon e dall’Assessore Venturini dimostra che la destra che Governa la città è ferma a cinquant’anni fa e pensa di trasformare Marghera nella spazzatura del Veneto e dell’Italia” commenta Monica Sambo, consigliera comunale del Pd.
“Dato che questa Giunta non ha nessun progetto di rilancio di Porto Marghera adesso propone il nucleare, nel bel mezzo dei più grandi disastri ambientali dimostrando che non ha nessuna ricetta per il rilancio della città. Questa Giunta è colpevole di aver perso l’occasione del PNRR per rilanciare l’area Industriale e il tessuto economico del territorio, forse Brugnaro pensa alla centrale per riscaldare il suo tanto amato palazzetto”.
“Come Pd siamo fermamente contrari a qualsiasi ipotesi – continua Sambo – che non rappresenti una chiara svolta ambientale nel rilancio di Porto Marghera, queste idee sbagliate servono solo a certificare che non c’è nessun progetto e che si preferisce puntare solo e soltanto sull’industria del Turismo. L’Assessore Venturini vive fuori dal mondo se pensa che si possa ancora proporre ai cittadini di Marghera un futuro all’ombra della centrale nucleare. E’ evidente che questa destra di governo, anche nazionale, a partire dal Senatore Speranzon e dall’onorevole Brunetta , non ha minimamente a cuore la tutela e la salvaguardia di Venezia! Ricordiamo che Brunetta è anche Presidente di Venezia Capitale mondiale della sostenibilità ….. che fino ad ora non ha prodotto proprio nulla a tutela di Venezia ! Per noi questa proposta è vergognosa e irricevibile”
Bettin (Europa Verde): Venezia capitale mondiale del rischio nucleare”
“Non è bastato un secolo e più di pesantissimo impatto sulla salute e sull’ambiente dell’industria chimica più pesante collocata al centro di un’area densamente popolata, nel cuore di un ecosistema unico come la laguna e a ridosso di una città storica e d’arte come Venezia. Ora la destra di governo, locale e nazionale, vuole collocare a Marghera l’industria nucleare, un’industria regressiva, costosissima (in soldi pubblici, nessun privato infatti vi investe), che produrrà energia, se ne fosse avviato ora il progetto, fra una decina d’anni esponendo comunque al rischio peggiore popolazione e ambiente”. Così Gianfranco Bettin di Europa Verde, consigliere comunale ed ex assessore a Venezia
“Renato Brunetta, con questa proposta irricevibile, dimostra comunque la sua coerenza, a fronte degli opportunisti filonuclearisti che non dicono mai dove collocherebbero gli impianti (e i siti di stoccaggio delle scorie) – prosegue -. Brunetta svela anche il bluff della cosiddetta Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità, dominata in realtà da soggetti e enti che negano o banalizzano la crisi climatica e ambientale e da fautori sia degli inceneritori che, ora, del nucleare. Venezia Capitale Mondiale del Rischio Nucleare e Ambientale: questo il nuovo nome che merita la Fondazione di Brunetta, Zaia e Brugnaro”.



