Un patrimonio di terre da salvaguardare e rigenerare: i progetti di ripristino dei pascoli e delle malghe a Belluno
Oggi è partito il progetto “Pascoli delle terre alte: patrimonio da salvaguardare e rigenerare” con l’obiettivo di riqualificare i pascoli per salvarli dall’abbandono. Dall’iniziativa gioveranno i pascoli e le malghe della montagna bellunese. Oggi è avvenuto il primo incontro operativo tra i partner e i soggetti coinvolti nel progetto, presentato dalla Provincia di Belluno. Il valore dell’opera è di 370mila euro, finanziati dalla Fondazione Cariverona e da Veneto Agricoltura
L’obiettivo del progetto: la salvaguardia dei pascoli dal bosco infestante
L’obiettivo è quello impedire al bosco infestante di avanzare senza controllo, mettendo a rischio la sopravvivenza e la biodiversità degli alpeggi alpini. Un altro scopo è la codifica delle adeguate pratiche operative e tecnico-amministrative per agire sui pascoli. 6 le malghe coinvolte direttamente dai lavori di riqualificazione.

Il quadro di partenza del progetto
Le zone di media e alta montagna sono state in passato oggetto di pascoli, che hanno apportato crescita economica e sociale e hanno plasmato la morfologia del territorio. Negli ultimi decenni, a causa dello spopolamento della montagna e del declino della pratica alpicolturale, molte superfici sono state dismesse. I processi di rinaturalizzazione hanno apportato problematiche che stanno compromettendo la stessa sopravvivenza di queste superfici.
I numeri: la perdita di superfici da pascolo
Tra il 1990 e il 2014 sono stati persi in Italia 15.800 di prati e pascoli ettari ogni anno. In provincia di Belluno molte aree sono state abbandonate dopo l’arrivo dell’industrializzazione e oggi sono diventate bosco. «In questa situazione si è riscontrata la necessità di supportare ulteriormente i pionieri della montagna ossia i proprietari dei terreni e i gestori delle malghe, in un momento in cui comunque sempre più giovani si stanno riavvicinando all’agricoltura che si sta svestendo degli antichi panni per diventare un settore produttivo specializzato e attrattivo» commenta la vice-presidente della Provincia e delegata all’agricoltura Silvia Calligaro
Gli interventi previsti a salvaguardia del territorio
Nell’arco di tre anni sono previste mirate azioni di ripristino e miglioramento quali-quantitativo della vegetazione delle aree di pascolo. In progetto anche la realizzazione di pozze di abbeveramento, la sistemazione della rete viaria e la creazione di punti di sosta.
A Malga Col Toront in Nevegal è previsto il recupero del verde dal rododendro nella zona di “Busa da camp”, oltre al taglio dei cespugli spontanei e della rosa canina vicino alla malga.
A Malga Cherz è in programma il recupero delle aree danneggiate da Vaia, il miglioramento dei percorsi di accesso ai pascoli e alla regimazione delle acque, la realizzazione di piccoli abbeveratoi naturali e l’adeguamento della malga agli standard produttivi attuali, alla sostenibilità ambientale e al benessere animale.
Per Malga Fòses il progetto prevede la realizzazione di due pozze d’alpeggio sull’Alpe di Fòses con l’uso di materiali impermeabilizzanti naturali.
A Malga Chivion sono previste l’estirpazione delle piante infestanti per il pascolo, la recinzione per la convivenza di animali domestici e selvatici e l’adeguamento dei sentieri.
Le stesse azioni e la realizzazione di aree per il ristoro sono previste per Malga Casera Pal.
Infine, a Malga Dignas sono previste la valutazione della flora da proteggere, la rigenerazione delle piante in base alla biodiversità agricola, l’estirpazione delle piante infestanti per il pascolo e la realizzazione di depositi e bacini per la raccolta dell’acqua.
I protagonisti dell’opera di rigenerazione
Supportano l’iniziativa il Circolo Cultura e Stampa Bellunese, con il sostegno di Veneto Agricoltura e di importanti partner, tra cui il Dipartimento di Agronomia, Alimenti, Risorse naturali, Animale e Ambiente dell’Università degli Studi di Padova, l’istituto Agrario “Della Lucia” di Feltre, Lattebusche, le Regole di Monte Salatis, di Casada, di Ampezzo, il Consorzio Val Visdende, il Comune di Livinallongo del Col di Lana. Oltre ovviamente alle sei malghe coinvolte: Col Toront (Nevegal), Casera Pal (Alpago), Fòses (Cortina d’Ampezzo), Cherz (Livinallongo), Chivion (Val Visdende) e Malga Dignas (Santo Stefano di Cadore).

