A un anno dalla tragica scomparsa di Giulia Cecchettin, in tanti ricordano la giovane 22enne.
Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha voluto esprimere la sua vicinanza alla famiglia e lanciare un appello alla società: “A distanza di un anno, il dolore è ancora vivo ed è uno stato d’animo che si fa ancora più acuto ogni volta che la cronaca ci mette di fronte a un nuovo caso di feminicidio, che una donna viene uccisa o anche solo maltrattata in nome di un malinteso e innaturale senso di proprietà, di un’incapacità di porsi di fronte alla parità di genere. Ma l’orrenda dinamica dell’omicidio di Giulia Cecchettin ha segnato la vita stessa della nostra comunità come pochi altri, ha tracciato una linea di demarcazione nella consapevolezza sociale oltre la quale nessuno, di fronte a certe situazioni, può più far finta di non vedere, di non sapere. In questo anniversario rinnovo l’abbraccio del Veneto a papà Gino, alla sorella e al fratello, partecipando al loro inesauribile dolore”.
“Ho conservato un ricordo vivo dell’intervento del papà al funerale, sono rimasto colpito dal fatto che tanto dolore non impedisse di lasciare spazio ai propositi di dare un senso all’esecrazione suscitata da una simile tragedia, di cogliere un messaggio da cui la società possa crescere e maturare – aggiunge il Governatore -. Oggi come ieri mi sento al suo fianco. Mentre la Giustizia sta facendo il suo corso riguardo le specifiche responsabilità in un avvenimento così tanto efferato e triste, grazie a papà Gino ha preso corpo la Fondazione Giulia Cecchettin che ha tra i suoi propositi il potenziamento del ruolo educativo di scuola e famiglie ai fini di un radicale cambiamento culturale. Un grande messaggio perché nessuno può sottrarsi all’interrogativo sul perché nella nostra comunità possano accadere simili tragedie. È l’unico modo per capire che tra gli uomini c’è ancora chi non trova modo di affermare una superiorità se non nella convinzione che le donne sono inferiori. Un nuovo passo a livello culturale può solo venire con l’impegno di tutti e lo dobbiamo a Giulia e alle tante come lei”.
Martella: “Serve un’assunzione individuale e collettiva di responsabilità da parte degli uomini”
Il senatore Andrea Martella, segretario regionale del Pd del Veneto, sottolinea l’importanza di un cambiamento culturale profondo per combattere la violenza di genere. “A un anno dal suo femminicidio, credo che il modo migliore per ricordare Giulia Cecchettin e tutte le ragazze e le donne uccise da uomini in quanto donne, sia comprendere davvero che la strada per liberare l’Italia dalla violenza maschile passa per un’assunzione individuale e collettiva di responsabilità da parte degli uomini. Cambiare spetta a noi uomini. Dobbiamo contribuire tutti a cambiare la cultura patriarcale che genera pregiudizi, discriminazioni e violenza contro le donne. A questo servono anche formazione e specializzazione, su cui bisogna puntare di più e meglio: degli operatori della giustizia, della sanità, delle forze dell’ordine, ma anche della comunicazione, della scuola e dell’università, perché le donne che denunciano vengano credute e protette e perché si diffonda una nuova cultura del rispetto della diversità di genere“.
Uil Veneto: “Continuiamo la nostra lotta silenziosa ma costante contro i femminicidi”
Un anno dalla morte di Giulia Cecchettin: la Uil Veneto rinnova la sua lotta silenziosa contro la violenza di genere. “Un anno fa moriva Giulia Cecchettin, uccisa dal suo ex fidanzato. Un femminicidio che ha scosso tutti quanti. Tutti abbiamo versato lacrime per questa giovane donna, tutti abbiamo pregato per lei. Un fatto tremendo che ci ha costretti a guardarci dentro, ci ha spinti a sentimenti forti, quali rabbia e impotenza, e a domandarci se quanto si era fatto finora contro la violenza di genere fosse insufficiente. Una tragedia che ci ha risvegliato come se fossimo intorpiditi ogni qualvolta sentivamo parlare di violenza, di aggressioni sia verbali che fisiche. Abbiamo urlato in coro “mai più” e anche se dopo Giulia, in verità, si sono verificati ancora casi terribili di femminicidio, si è cominciato ad alzare la guardia, a lavorare di più sulla sensibilizzazione e sulle azioni concrete da attuare. Come Uil Veneto continuiamo la nostra lotta silenziosa ma costante contro i femminicidi anche grazie ai nostri uffici di stalking e mobbing e non smetteremo mai di promuovere la cultura della vita e del rispetto verso le donne e la parità di genere”.- ha dichiarato Roberto Toigo in occasione del primo anniversario della morte di Giulia.
De Poli: “L’imperativo è impegnarsi a tutti i livelli istituzionali”
“Un anno dopo la tragica scomparsa di Giulia Cecchettin, è doveroso non solo ricordare quanto è successo ma l’imperativo è impegnarsi a tutti i livelli istituzionali, con il coinvolgimento delle scuole – luogo di formazione delle menti di domani -, affinché si crei un terreno culturale ostile a quella cultura maschilista e patriarcale che è alla radice di qualsiasi atto di violenza di genere. Con la tragedia di Vigonovo, abbiamo capito una cosa: nessuno è immune. Continuiamo a fare rumore, per le tante donne che come Giulia soffrono in silenzio”. Così in una nota il senatore Questore Antonio De Poli.
Ostanel (Veneto che vogliamo): “Acceso un faro che ha portato ad alcuni passi, ma l’impegno che ci aspetta è ancora importante
“È passato un anno dal femminicidio di Giulia Cecchettin. Un giorno che ha scosso le nostre coscienze e che ancora una volta ha accesso un faro. Da quel giorno qualcosa si è mosso: tante sono state le manifestazioni in tutto il paese che ci hanno dimostrato l’impegno di tutte e tutti contro la violenza di genere. Da quel giorno le denunce sono aumentate, dando a tante donne il coraggio di usare la loro voce per raccontare la violenza, in alcuni casi anche dopo tantissimi anni”. Sono le dichiarazioni della consigliera regionale Elena Ostanel del movimento civico il Veneto che Vogliamo che aggiunge: “Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin abbiamo richiesto, tramite un impegno votato in Consiglio, di audire le realtà impegnate ogni giorno nella prevenzione della violenza di genere. È stato un incontro importante perché ha portato alla luce tante esigenze concrete, in primis naturalmente maggiori fondi e maggiore programmazione per la prevenzione e il contrasto alla violenza. Ma sono due i dati, sui quali continuare a costruire interventi e politiche, sollevati in quell’occasione: le denunce sempre più frequenti di donne più anziane e il reinserimento delle donne che sono riuscite a superare relazioni violente, perché troppo spesso, dopo un periodo nelle case rifugio, trovare casa o lavoro rende difficile la vita delle donne vittime di violenza. Questo deve essere un impegno concreto per portare avanti la battaglia contro la violenza. Perché quanto è accaduto a Giulia non sia successo invano, ma ci spinga a fare sempre più e sempre meglio”.



